BBM AGGIORNA N. 128 DELL’8 LUGLIO 2026
L’INPS ha fornito i chiarimenti operativi sul nuovo Bonus Donne 2026, l’incentivo recante “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale”. Il documento dell’Istituto definisce il perimetro applicativo della misura e fornisce indicazioni sui requisiti soggettivi, sui rapporti incentivabili, sulla durata dell’agevolazione e sugli adempimenti richiesti ai datori di lavoro.
La misura introduce un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 di lavoratrici svantaggiate e molto svantaggiate, con l’obiettivo di favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro e sostenere la creazione di occupazione stabile.
A chi spetta il Bonus Donne 2026
La normativa individua diverse categorie di lavoratrici che consentono l’accesso all’agevolazione. Rientrano anzitutto le donne considerate “molto svantaggiate”, ossia prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, indipendentemente dalla residenza.
L’incentivo riguarda inoltre le donne prive di occupazione regolarmente retribuita da almeno dodici mesi che rientrano, ad esempio, giovani tra 15 e 24 anni, lavoratrici over 50, soggetti con basso livello di istruzione o appartenenti a categorie considerate svantaggiate dalla normativa europea.
Importo dell’esonero: fino a 650 o 800 euro al mese
L’agevolazione ordinaria prevede un esonero contributivo massimo di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice. Il beneficio copre il 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL.
Durata del beneficio e rapporti incentivabili
Il Bonus Donne 2026 si applica esclusivamente alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026. Restano escluse le trasformazioni di rapporti a termine già in essere e le assunzioni a tempo determinato.
La durata del beneficio varia in base alla condizione della lavoratrice assunta. Per le donne molto svantaggiate l’esonero può essere riconosciuto fino a ventiquattro mesi, mentre per le lavoratrici svantaggiate il beneficio è limitato a dodici mesi.
La misura trova applicazione anche nei rapporti di lavoro a tempo parziale e nelle assunzioni in somministrazione a tempo indeterminato. Restano invece esclusi i rapporti di apprendistato, il lavoro domestico, il lavoro intermittente e le prestazioni occasionali.
Ulteriori limitazioni operano anche nei sei mesi successivi all’assunzione. Il licenziamento della lavoratrice incentivata o di un dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva può infatti determinare la revoca del beneficio e il recupero delle somme già fruite.
Nel BBM Aggiorna di domani si completerà la trattazione del tema oggi iniziato
Lo Studio resta a completa disposizione.
