BBM AGGIORNA N. 131 DEL 13 LUGLIO 2026
Nel BBM Aggiorna di oggi - e in quelli dei prossimi giorni - verrà fornita una guida operativa per distinguere quando il buono pasto spetta, quando può essere sospeso e quali verifiche effettuare su regolamenti aziendali, accordi individuali e contrattazione collettiva: dai limiti di esenzione per ticket cartacei ed elettronici alla gestione nelle giornate di smart working, part-time, malattia, maternità, ferie e cassa integrazione:
Negli ultimi anni, infatti, le politiche di welfare aziendale hanno assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie di gestione delle risorse umane. In un contesto caratterizzato dall'aumento del costo della vita, dalla crescente attenzione al benessere organizzativo e dalla necessità di attrarre e trattenere talenti, le imprese sono chiamate ad individuare strumenti in grado di incrementare il valore complessivo della retribuzione senza incidere eccessivamente sul costo del lavoro.
Tra le misure più diffuse rientrano certamente i buoni pasto che consentono infatti di attribuire un beneficio economico al dipendente con un trattamento fiscale e contributivo particolarmente favorevole rispetto alla retribuzione ordinaria, in quanto strumento sostitutivo del servizio mensa strettamente collegato alla prestazione lavorativa.
Il ruolo dei benefit nella retribuzione moderna
La retribuzione non è più costituita esclusivamente dallo stipendio corrisposto mensilmente.
Sempre più frequentemente il pacchetto retributivo comprende una pluralità di elementi aggiuntivi che contribuiscono al benessere economico del lavoratore.
Tra questi assumono particolare rilievo:
- i fringe benefit;
- i piani di welfare aziendale;
- la previdenza complementare;
- l'assistenza sanitaria integrativa;
- i buoni pasto;
- i voucher per acquisti e servizi.
La diffusione di tali strumenti è favorita dal fatto che il legislatore fiscale riconosce, entro determinati limiti e condizioni, importanti agevolazioni in termini di esenzione da imposte e contributi.
Da un punto di vista aziendale ciò consente di incrementare il valore percepito dal dipendente senza sostenere il costo aggiuntivo che deriverebbe dall'erogazione di un equivalente importo in busta paga.
Un aumento retributivo di 1.000 euro, infatti, può risultare significativamente meno conveniente sia per l'impresa sia per il lavoratore rispetto all'attribuzione di benefit fiscalmente agevolati dello stesso valore.
Nel prossimo BBM Aggiorna si proseguirà la trattazione del tema iniziato oggi.
Lo Studio resta a completa disposizione.
