BBM AGGIORNA N. 132 DEL 14 LUGLIO 2026
Nel BBM Aggiorna di oggi si prosegue la trattazione del tema iniziato ieri.
Buoni pasto: natura e finalità
I buoni pasto rappresentano uno degli strumenti di welfare più diffusi nel sistema italiano. La loro funzione originaria è quella di sostituire il servizio mensa aziendale quando quest'ultimo non viene organizzato direttamente dal datore di lavoro. Nel tempo il loro utilizzo si è progressivamente ampliato, diventando uno strumento ordinario di integrazione del trattamento economico dei lavoratori. La finalità principale rimane tuttavia quella di consentire al dipendente di usufruire di un pasto durante la giornata lavorativa o di acquistare prodotti alimentari presso gli esercizi convenzionati. La normativa prevede che il valore dei buoni pasto non concorra alla formazione del reddito di lavoro dipendente entro specifiche soglie giornaliere.
- 4 euro per i buoni cartacei;
- 10 euro per i buoni elettronici.
L'importo che rientra in tali limiti è integralmente escluso sia dalla tassazione sia dalla contribuzione previdenziale. Proprio per questo motivo negli ultimi anni i buoni elettronici hanno progressivamente sostituito quelli cartacei, consentendo alle imprese di offrire un beneficio maggiore senza aggravio fiscale.
Chi può ricevere i buoni pasto
La disciplina fiscale considera i buoni pasto come una misura riconducibile al welfare aziendale. Per questo motivo il beneficio deve essere destinato:
- alla generalità dei dipendenti;
- oppure a categorie omogenee di lavoratori.
Non è normalmente possibile attribuire il beneficio in maniera arbitraria a singoli soggetti scelti individualmente. L'Agenzia delle Entrate ha più volte ribadito che la corretta individuazione delle categorie omogenee costituisce un elemento essenziale per l'applicazione del regime fiscale agevolato.
Buoni pasto e lavoro agile
Una questione particolarmente dibattuta riguarda l'utilizzo dei buoni pasto durante le giornate di lavoro agile. Negli ultimi anni la prassi amministrativa e la contrattazione collettiva hanno progressivamente riconosciuto la possibilità di attribuire i ticket anche ai lavoratori in smart working.
Ciò in quanto il beneficio non è necessariamente collegato alla presenza fisica in azienda ma all'esistenza della prestazione lavorativa. Di conseguenza molte imprese continuano a riconoscere i buoni pasto anche durante le giornate svolte da remoto, purché ciò sia coerente con la regolamentazione aziendale e con gli accordi individuali di smart working.
Nel BBM Aggiorna di domani si proseguirà la trattazione del tema iniziato l’altro ieri.
Lo Studio resta a completa disposizione.
