DMZ AGGIORNA N. 94 DEL 16 MAGGIO 2024
Nel DMZ Aggiorna di oggi si completa la trattazione del tema iniziato ieri
Compilazione del Quadro W per criptovalute nel Modello 730
Fino all'anno precedente, era necessario integrare il modello 730 inviando separatamente il quadro RW del modello Redditi PF. Con l'introduzione del quadro W nel modello 730 del 2024, non è più richiesta questa integrazione. Le istruzioni ufficiali del modello 730 del 2024 fornite dall'Agenzia delle Entrate specificano che il quadro deve essere compilato anche se l’investimento non è più in possesso al termine del periodo d’imposta.
La compilazione inizia con il rigo W1 e i successivi, uno per ogni cripto-attività detenuta.
Il valore iniziale e finale sono generalmente certificati dal Exchange di riferimento. In assenza, possono essere utilizzati i valori di mercato forniti da piattaforme specializzate.
In base alle disposizioni del modello 730 per l'anno 2024, è necessario inserire nella colonna 7 l'importo dell'eccedenza del versamento a saldo. In particolare, in questa colonna va indicata la differenza, se positiva, tra l'imposta dovuta e il totale degli importi versati utilizzando il modello F24, specificando il codice tributo 1717 e l'anno 2023.
La compilazione di questo quadro richiede attenzione e precisione, dato che errori possono portare a sanzioni o a ulteriori verifiche fiscali. Proprio per questo è necessario mantenere una documentazione dettagliata di tutte le transazioni per garantire la correttezza delle informazioni inserite e facilitare eventuali controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Dichiarare le plusvalenze da criptovalute
Le plusvalenze da cripto sono considerate "redditi diversi" e sono soggette a imposizione fiscale solo se superano i 2.000 euro nel corso dell'anno fiscale. Se questa soglia è superata, l'aliquota applicabile è del 26%. Per calcolare la plusvalenza, è fondamentale confrontare il valore di vendita della criptovaluta con il suo costo di acquisto.
Questo costo deve essere documentato in modo accurato al momento dell'acquisto; in caso contrario, sarà considerato pari a zero, aumentando così il potenziale imponibile.
È essenziale conservare tutte le ricevute o i documenti che possano comprovare il prezzo di acquisto e le eventuali spese associate, come le commissioni di transazione. Un punto da notare è che la cessione di cripto-attività in cambio di altre criptovalute aventi funzioni e caratteristiche simili non è considerata fiscalmente rilevante, e pertanto non genera plusvalenze tassabili. Tuttavia, la vendita di criptovalute per valuta tradizionale, come euro o dollari, che supera la soglia dei 2.000 euro, è soggetta a tassazione.
Per garantire la conformità e la precisione nella dichiarazione dei redditi, è raccomandato utilizzare un software di gestione fiscale specializzato in cripto-attività, che può aiutare a calcolare in modo corretto le plusvalenze e a gestire la documentazione necessaria.
Lo Studio resta a completa disposizione.
