BBM AGGIORNA N. 178 DEL 30 SETTEMBRE 2026
Per verificare la natura commerciale o non commerciale delle attività di interesse generale svolte dagli enti del Terzo settore non occorre guardare soltanto ai costi già materialmente pagati.
Anche un onere destinato a tradursi in un’uscita finanziaria successiva può assumere rilievo nel calcolo, purché sia già maturato, certo nella sua esistenza e determinabile nell’importo.
È quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate durante lo Speciale Telefisco 2026 del 24 settembre scorso.
La precisazione riguarda, in particolare, gli accantonamenti contabilizzati dagli ETS e consente di distinguere le poste che possono concorrere alla determinazione dei costi dell’attività da quelle che, invece, devono restare escluse.
Conta quando il costo matura
Il nodo è capire quando un costo può dirsi già rilevante, anche se il pagamento arriverà dopo.
Secondo quanto chiarito dall’Agenzia, il rinvio dell’esborso non esclude di per sé il costo dal calcolo. Se l’obbligazione è già sorta e il relativo importo può essere determinato in modo oggettivo, l’accantonamento può assumere rilievo nel periodo in cui l’onere è maturato.
L’esempio più immediato è quello del trattamento di fine rapporto dei dipendenti. La quota di TFR matura nel corso del rapporto di lavoro, mentre il pagamento avviene normalmente in un momento successivo. Questo non impedisce di considerare il relativo costo, proprio perché l’onere è già esistente e quantificabile. Il principio, quindi, non lega la rilevanza del costo al momento in cui avviene materialmente l’uscita finanziaria.
Nel BBM Aggiorna di domani si completa la trattazione del tema iniziato oggi.
Lo Studio resta a completa disposizione.
