BBM AGGIORNA N. 142 DEL 28 LUGLIO 2026
Nel BBM Aggiorna di oggi si continua la trattazione del tema iniziato ieri.
LE NOVITÀ OPERATIVE DEL DECRETO OMNIBUS
Maggiorazione per anzianità del veicolo
La disposizione più innovativa riguarda l'introduzione di una penalizzazione automatica per i veicoli che superano i cinque anni di anzianità dalla prima immatricolazione. In tali casi, il valore del fringe benefit, calcolato secondo le ordinarie aliquote, subisce un incremento forfettario del 50%.
La norma persegue un duplice obiettivo: da un lato, disincentivare il mantenimento in flotta di veicoli vetusti e tendenzialmente più inquinanti; dall'altro, spingere le aziende verso il rinnovo del parco auto con vetture di ultima generazione e a minor impatto ambientale.
Dal punto di vista applicativo, il criterio dirimente è la data di prima immatricolazione del veicolo risultante dalla carta di circolazione.
Maggiorazione per gli optional
Prima del decreto correttivo, la presenza di accessori e allestimenti non inclusi nelle tabelle ACI (pagati dall'azienda) non trovava un trattamento fiscale armonizzato, generando incertezza applicativa tra aziende e consulenti.
Il Decreto Omnibus interviene prevedendo che in presenza di optional a carico dell'azienda non ricompresi nelle tabelle ufficiali, il valore del fringe benefit viene incrementato del 5% in misura forfettaria. Si tratta di capire in che modo venire a conoscenza se un optional è già ricompreso nelle tabelle ACI o meno.
Veicoli riassegnati
Il decreto disciplina espressamente l'ipotesi in cui un veicolo già presente nella flotta aziendale, e precedentemente assegnato a un dipendente, venga successivamente riassegnato ad un altro utilizzatore. In tale circostanza, il regime fiscale applicabile segue il veicolo e non il singolo lavoratore, garantendo così continuità e prevedibilità nella gestione delle flotte.
La clausola di salvaguardia per i veicoli riassegnati
Uno degli aspetti più dibattuti, e che il decreto correttivo ha inteso risolvere in via definitiva, riguarda, come appena evidenziato, il trattamento dei veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 ma consegnati e assegnati nel corso del 2025. La disciplina precedente aveva generato una zona grigia in cui l'applicazione del "valore normale" rischiava di penalizzare significativamente tanto le aziende quanto i dipendenti regime forfettario basato sulle emissioni di CO2) escludendo in modo tassativo l'applicabilità del valore normale per le assegnazioni successive al 30 giugno 2025.
La norma recepisce le istanze delle associazioni datoriali e dei consulenti, che avevano segnalato l'iniquità di applicare retroattivamente criteri più onerosi a contratti già perfezionati.
Il decreto correttivo Omnibus chiarisce definitivamente che ai veicoli ordinati prima del 2025 o già presenti in flotta al 31 dicembre 2024 e riassegnati nel 2025, continua ad applicarsi la disciplina previgente.
Nel BBM Aggiorna di domani si concluderà la trattazione di questo tema iniziato giorni fa.
Lo Studio resta a completa disposizione.
