BBM AGGIORNA N. 173 DEL 23 SETTEMBRE 2026
L’INPS, con circolare del 18 settembre 2026, ha fornito le istruzioni operative per la gestione, da parte dei datori di lavoro, dei permessi retribuiti per l’assistenza a persone con disabilità certificata ex L. 104/99 (cd. Legge 104) nei casi in cui sono più lavoratori a chiedere in contemporanea il premesso in relazione allo stesso soggetto disabile.
Infatti, la legge consente di utilizzare i permessi Legge 104 da parte di più familiari aventi diritto per assistere lo stesso soggetto disabile, ma ne vieta la fruizione contestuale; se più lavoratori beneficiano dei permessi nelle stesse ore, l’INPS procede proporzionalmente al recupero della prestazione economica indebita da tutti i soggetti coinvolti.
Ricordiamo che l’art. 33, c. 3, della L. 104/92 stabilisce che i lavoratori dipendenti possano fruire di tre (3) giorni di permesso mensile retribuito (anche frazionabili in ore e coperti da contribuzione figurativa) per assistere un familiare con disabilità grave non ricoverato a tempo pieno.
Possono beneficiare dei permessi:
- genitori, anche adottivi o affidatari;
- coniuge o persona unita civilmente;
- convivente di fatto;
- parenti o affini entro il terzo gradi di parentela, se ricorrono determinati presupposti.
Fino al 2022, tale possibilità era condiziona il rispetto del principio del “referente unico dell’assistenza”, vale a dire un solo familiare designato poteva beneficiare di tre giorni di permesso, escludendo tutti gli altri. Però, con il D.lgs. 105/2022 questo principio è sato abrogato e, di conseguenza, il diritto ai permessi può essere riconosciuto a più lavoratori dipendenti per l’assistenza allo stesso familiare disabile.
La fruizione dei permessi L. 104 da parte di più di un familiare rimane vincolata al rispetto di due condizioni:
- deve avvenire in via alternativa tra gli aventi diritto e
- deve comunque avvenire nel rispetto del limite massimo complessivo di tre giorni mensili per ogni persona disabile.
Per questo motivo la fruizione dei permessi nella medesima giornata e/o nelle medesime ore da parte di più lavoratori per lo stesso familiare costituisce una violazione di legge e determina l’obbligo di recupero della prestazione da parte dell’INPS, in parti uguali a tutti i lavoratori che hanno goduto del beneficio nello stesso momento.
Lo studio resta a completa disposizione.
