BBM AGGIORNA N. 113 DEL 17 GIUGNO 2026
Il decreto Lavoro 2026 introduce, per la prima volta nel nostro ordinamento, il concetto di “salario giusto”, attribuendo di fatto alla contrattazione collettiva il riconoscimento di un preciso ruolo di tutela retributiva.
E’ evidente che l’obiettivo di detto decreto sia quello di contrastare l’abbassamento del costo del lavoro con retribuzioni inadeguate, misura che preclude ai datori di lavoro la possibilità di ricorrere a contratti collettivi pirata o a pratiche elusive che, pur formalmente rispettose della lettera di accordi collettivi esistenti, determinino in concreto livelli retributivi inadeguati.
Al tempo stesso, la disposizione tutela le imprese che applicano correttamente i CCNL leader, ripristinando condizioni di concorrenza leale nel mercato.
Cos’è il salario giusto
La definizione di salario giusto guarda al trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, avuto riguardo al settore produttivo, all'attività principale o prevalente esercitata, alla dimensione e alla natura giuridica del datore di lavoro. In ossequio al principio costituzionale di retribuzione dignitosa, gli elementi retributivi di qualsiasi natura previsti dai CCNL divengono parametro legale vincolante per l'accesso ai benefici previsti dal decreto.
Il legislatore prevede inoltre che:
- i contratti collettivi non stipulati da organizzazioni comparativamente più rappresentative non possono prevedere trattamenti economici inferiori a quelli del CCNL di riferimento del settore;
- nei settori non coperti da contrattazione, il livello retributivo non può essere inferiore a quello del contratto collettivo nazionale il cui ambito di applicazione risulti maggiormente connesso all'attività concretamente svolta.
Obbligo salariale per assunzioni agevolate
Il medesimo decreto prevede che, per tutte le misure agevolative introdotte, l'accesso al beneficio sia subordinato al rispetto del “salario giusto”: viene così suggellato il principio per cui l'applicazione corretta dei minimi retributivi contrattuali è presupposto di legge per la fruizione degli incentivi.
Nei BBM Aggiorna di domani si proseguirà la trattazione del tema.
Lo Studio resta a completa disposizione.
