DMZ RICORDA E AGGIORNA N. 226 DEL 10 DICEMBRE 2025
Nel DMZ Aggiorna di oggi proseguiamo la trattazione del tema iniziato ieri.
Buoni pasto: Fornitura
La fornitura del pasto può essere organizzata in alternativa tramite mensa diffusa o distribuzione di buoni pasto come servizio sostitutivo di mensa da parte del datore pubblico o privato.
Ai fini IVA, i buoni pasto sono esclusi dalla disciplina dei voucher (buoni spesa), essendo qualificati come prestazioni di servizi sostitutivi di mense aziendali, e non come mezzi di pagamento o voucher monouso/multiuso.
Condizioni d’uso, limiti e cumulabilità operativa
Il buono pasto è utilizzabile solo dall’intestatario del buono; è spendibile esclusivamente per prodotti alimentari/pasti presso esercizi convenzionati; non è cumulabile oltre il limite di 8 buoni; non è commerciabile né convertibile in denaro; è utilizzabile per l’intero valore facciale, senza resto in denaro.
Soglie di esenzione IRPEF/INPS per i buoni pasto
Nella prassi fiscale vigente, la conversione di premi in buoni pasto resta possibile e la quota giornaliera esente è pari a: fino a 4 euro per buoni cartacei e fino a 8 euro per buoni elettronici; l’eventuale valore eccedente è imponibile fiscale e previdenziale per il dipendente e genera maggiori oneri contributivi/fiscali per il datore.
Se le soglie sono superate, la parte eccedente concorre a formare reddito e base contributiva, con ritenute e versamenti conseguenti; in caso di rispetto delle soglie, i buoni pasto non concorrono a imponibile IRPEF/INPS per il dipendente.
Trattamento per il datore (contabile e deducibilità)
Operativamente, il costo dei buoni pasto è rilevato all’acquisto presso la società emittente e transita in busta paga solo come evidenza gestionale senza mutarne il momento economico, con il supero delle soglie che determina adeguamenti fiscali/previdenziali in capo a datore e lavoratore.
In contabilità, i costi dei buoni pasto distribuiti ai dipendenti sono rilevati nei costi per servizi, non tra il costo del personale, rimandando ai criteri del principio contabile OIC 12.
Distinzione da “voucher” ai fini IVA e qualificazione giuridica
I buoni pasto non sono voucher IVA ma prestazioni sostitutive di mensa, l’esclusione dai voucher evita l’applicazione del regime dei buoni monouso/multiuso ai fini del momento impositivo IVA.
WELFARE AZIENDALE: NOZIONE, PERIMETRO, REGOLE FISCALI E CONTRIBUTIVE
Nozione e principi
Il welfare aziendale comprende beni e servizi erogati dall’azienda, per accordo collettivo o scelta unilaterale, per bisogni extra-lavorativi del lavoratore e della famiglia, in un quadro di regola generale di onnicomprensività del reddito con eccezioni specifiche non imponibili.
Rientrano tra le utilità agevolate: trasporto collettivo; prestazioni per educazione - istruzione –ricreazione - assistenza sociale/sanitaria - culto; servizi per l’infanzia (mense, ludoteche, centri estivi/invernali, borse di studio); servizi per familiari anziani/non autosufficienti; ulteriori beni e servizi entro sogli, fringe benefit; contributi a previdenza complementare e assistenza sanitaria entro i rispettivi limiti annui.
Nei prossimi DMZ Aggiorna proseguiremo la trattazione del tema.
Lo Studio resta a completa disposizione.
