DMZ AGGIORNA N. 125 DEL 28 GIUGNO 2024
Dal 1° luglio entrerà in vigore il nuovo regime che prevede il blocco delle compensazioni se risultano a carico del contribuente iscrizioni a ruolo scadute per atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, superiori a € 100.000.
Sebbene non siano previste sanzioni per la violazione della disposizione in commento, è bene interrogarsi in merito al rapporto di tale disposizione e le compensazioni in presenza di debiti scaduti superiori a € 1.500.
Come noto, dal 2011 è vietata la compensazione dei crediti se risultano iscrizioni a ruolo di debiti superiori a 1.500,00 euro. In caso di inosservanza del divieto, si applica la sanzione pari al 50 per cento dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato.
Il divieto opera in riferimento a determinate tipologie di imposte, ovvero imposte dirette, compresa IRAP, addizionali, ritenute alla fonte e imposte sostitutive, l’imposta sul valore aggiunto e altre imposte indirette che prevedono la possibilità di utilizzo della compensazione. Vengono esclusi i tributi locali ed i contributi.
La sanzione non può essere applicata fino al momento in cui sull’iscrizione a ruolo penda contestazione giudiziale o amministrativa e non opera con riferimento alle somme oggetto di piani di rateizzazione per i quali non sia intervenuta la decadenza. Si applica però se l’importo delle rate scadute e non pagate superi il valore di € 1.500.
Come detto, a partire dal primo luglio 2024 l’Agenzia delle Entrate sarà in grado di respingere gli F24 che presentano compensazioni in presenza di iscrizioni a ruolo per debiti superiori a 100.000 euro, ciò sarà presumibilmente possibile grazie ad una integrazione delle banche dati di tale ente e dell’Agenzia della Riscossione. L’F24 trasmesso verrà scartato e il pagamento sarà considerato come non eseguito. Di conseguenza, in caso di scarto, il contribuente non potrà fare altro che provvedere al versamento del tributo eventualmente tramite ravvedimento operoso. Alcuna ulteriore sanzione è prevista dalla norma.
Invece, nel caso in cui si trasmetta il mod. di pagamento F24 avvalendosi della compensazione in presenza di ruoli, superiori a 1.500 euro - ma inferiori a 100.000 euro - tale invio sarà accettato dal sistema ma, tramite l’integrazione delle banche dati di cui si è detto sopra, verrà comminata la sanzione prevista in tempi molto più celeri rispetto al passato.
Infatti, fino a poco tempo fa, ai fini della irrogazione della sanzione era necessario svolgere un’indagine specifica sull’utilizzo dei crediti in compensazione da parte dei contribuenti e verificare la loro posizione debitoria nei confronti del fisco. Tale procedura rendeva l’operazione estremamente complessa e certamente non automatica né immediata. Ad oggi la situazione è radicalmente mutata.
Per quanto detto, dal primo luglio, potrebbero prospettarsi i seguenti casi:
- in presenza di debiti iscritti a ruolo per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate superiori a euro 100.000,00, se il contribuente trasmette un F24 in compensazione, vedrà rifiutarsi il pagamento e dovrà procedere con un nuovo invio senza utilizzazione di crediti in compensazione; ma in questo caso, poiché l’F24 è oggetto di scarto, la compensazione non risulterà eseguita, alcuna sanzione sarà irrogata al contribuente;
- in presenza di debiti iscritti a ruolo per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, inferiori a euro 100.000,00 ma superiori a euro 1.500,00, se il contribuente trasmette l’F24 con compensazione, otterrà la ricevuta di accettazione del mod. di pagamento (quindi non dovrà procedere ad un nuovo invio o al ravvedimento) ma gli verrà comminata la sanzione prevista;
- trasmette F24 compensando, ad esempio, tributi locali, pur superando le soglie sopra esposte, non sarà soggetto ad alcuna sanzione/blocco.
In conclusione, prima di inviare modelli F24 riportanti crediti in compensazione, si consiglia di verificare la posizione debitoria del contribuente e valutare una proposta di rateizzazione dei debiti scaduti al fine di ridurre l’esposizione debitoria sotto i 100.000 euro, ma è necessario stare attenti anche alla soglia dei 1.500 euro, poiché il significativo passo avanti nella digitalizzazione e nell’efficienza della amministrazione fiscale, rischia di costare caro, in termini sanzionatori, ai contribuenti.
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