DMZ AGGIORNA N. 109 DEL 09 GIUGNO 2023
Nel DMZ Aggiorna di oggi si completa la trattazione iniziata lunedì scorso sul tema compenso agli amministratori degli enti del terzo settore (ETS) e delle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD), riepilogando quanto illustrato in precedenza.
Per quanto riguarda il tema dell’assimilazione della figura dell’amministratore di una ASD o di una SSD a quella del CoCoCo, indicata del DMZ Aggiorna di ieri, è doveroso precisare che tale assimilazione non opera nel caso in cui l’attività amministrativa rientri:
- nelle mansioni ricomprese nell’attività di lavoro dipendente;
- nell’oggetto dell’arte o professione esercitata dal lavoratore autonomo.
Con particolare riferimento a quest’ultimo aspetto, l’Agenzia delle entrate, nella circolare n. 67/E/2001, ha precisato che:
“per quanto concerne in particolare l’ufficio di amministratore di società, che tale attività non può essere attratta nell’ambito del lavoro autonomo in quanto per l’esercizio della stessa non è necessario attingere a specifiche conoscenze professionali”.
Dovendosi ipotizzare che tale chiarimento possa operare anche nei confronti di enti diversi dalle società (ad esempio le associazioni) è possibile affermare che il compenso percepito dagli amministratori dei sodalizi sportivi, e anche degli ETS, è assimilabile a quello dei lavoratori dipendenti.
Considerazioni Conclusive:
- Tanto per gli ETS (eccetto per le Odv) quanto per le Associazioni e le Società sportive, astrattamente è possibile ipotizzare il riconoscimento di un compenso.
- Tuttavia, affermare con assoluta certezza che basti rispettare il criterio legato “all’attività svolta, alle responsabilità assunte e alle specifiche competenze” oppure ai “compensi previsti in enti che operano nei medesimi o analoghi settori e condizioni” non “mette in sicurezza” gli enti da possibili contenziosi.
- Si consideri difatti che l’assenza di un titolo che legittimi la corresponsione dei compensi potrebbe, per un verso, essere fonte di un danno patrimoniale all’ente amministrato per l’ammontare delle somme distratte a titolo di compensi e, per un altro, anche presupposto per integrare la fattispecie del divieto della distribuzione di utili.
- Altro aspetto da considerare è che qualora si tratti di Associazione di Apparati Pubblici ed Amministrativi, le eventuali somme corrisposte, seppur in forza di un valido titolo, potrebbero rappresentare fonte di danno erariale.
Il DMZ Aggiorna di oggi conclude il tema relativo ai compensi agli amministratori degli enti del terzo settore (ETS) e delle associazioni e società sportive dilettantistiche (ADS/SSD) iniziato nei giorni scorsi.
Lo Studio resta a completa disposizione
