DMZ AGGIORNA N. 104 DEL 1° GIUGNO 2023

Nel DMZ Aggiorna di oggi si continua la trattazione iniziata ieri sulle novità del Decreto Bollette in tema di risparmio energetico, più in particolare, sulle altre misure in materia di energia rinnovabile

 

Start UP innovative:

La misura agevolativa vede come beneficiarie le start up innovative costituite a far data dal primo gennaio 2020 che si occupano di ambiente, energie rinnovabili e sanità.

Alle aziende viene riconosciuta un'agevolazione fiscale, sotto forma di credito d'imposta, fino ad un importo massimo di 200.000 euro.

Il credito d'imposta riconosciuto non deve essere superiore al 20% della “spesa sostenuta per attività di ricerca e sviluppo volta alla creazione di soluzioni innovative per la realizzazione di strumentazioni e servizi tecnologici avanzati al fine di garantire la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici”.

Il credito d'imposta, si precisa, è utilizzabile esclusivamente in compensazione e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di riconoscimento dello stesso e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l'utilizzo. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito d'impresa, né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive.

Finanziamenti a micro, piccole e medie imprese agricole:

Inoltre, nel decreto bollette è stato aggiunto un comma  che introduce la possibilità di usufruire di una garanzia diretta dell'Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) “per i finanziamenti a micro, piccole e medie imprese agricole e della pesca finalizzati alla «realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile”.

L'ammissibilità alla garanzia diretta dell'Ismea per i nuovi finanziamenti concessi da banche, intermediari o altri soggetti abilitati alla cessione dei crediti è “a titolo gratuito e con copertura fino al 100% del valore del finanziamento e comunque nei limiti di 250 mila euro”, è prevista la “previa autorizzazione della Commissione europea».

I finanziamenti devono prevedere “l'inizio del rimborso del capitale non prima di 12 mesi dall'erogazione (periodo di preammortamento) e una durata fino a 96 mesi”.

L'autorizzazione della Commissione Europea dovrà essere concessa ai sensi degli articoli del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.

La Commissione dovrà verificare la compatibilità dell'agevolazione con la normativa “restrittiva” in materia di aiuti di Stato. Prima della concessione di tale “autorizzazione” la norma non sarà efficace nel nostro ordinamento.

Lo Studio resta a completa disposizione.

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