DMZ AGGIORNA N. 103 DEL 31 MAGGIO 2023
La conversione in legge del Decreto Bollette introduce e modifica alcune misure agevolative volte ad incentivare il ricorso alle energie rinnovabili.
Cumulo tra agevolazioni per risparmio energetico e contributi regionali:
Il Decreto ha autorizzato il cumulo tra agevolazione fiscale per interventi di risparmio energetico (di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica, di efficienza energetica e quelli rientranti nella normativa dell'ecobonus) e contributo regionale (o delle province autonome di Trento e Bolzano), se le norme che regolano quest'ultimo lo consentono. La somma dei due benefici, in ogni caso, non deve superare il 100% della spesa ammissibile all'agevolazione o al contributo.
Preme rammentare che recentemente è stata approvata la direttiva Ue così detta “Case Green” che prevede che gli edifici residenziali e le unità immobiliari dovranno raggiungere, entro il primo gennaio 2030, almeno la classe energetica E, entro il primo gennaio 2033, almeno la classe di prestazione energetica D.
Sono previste alcune eccezioni: sono esclusi dagli interventi gli edifici dei centri storici, quelli vincolati dai Beni Culturali e quelli che, a causa dei lavori, potrebbero subire una diminuzione del valore architettonico.
La ratio della norma comunitaria, nel porre le esclusioni di applicazione della direttiva, è in accordo con la tutela voluta dal Legislatore italiano, in tema di preservazione dei centri storici e delle aree a tutela paesaggistica (gli impianti fotovoltaici non dovranno essere visibili dagli spazi esterni).
Semplificazioni normative per l'istallazione di impianti fotovoltaici
Al fine di porre un argine al costo dell'energia, viene inoltre introdotta una misura di semplificazione temporanea per l'installazione di impianti fotovoltaici.
La semplificazione (già in vigore ai sensi del DL 50/2022) riguarda gli interventi in strutture turistiche o termali, in particolare per moduli situati su piane o falde, di potenza fino a mille chilowatt e sarà in vigore sino al 18 giugno 2024.
Non sarà necessaria alcuna autorizzazione paesaggistica e valutazione ambientale ma sarà sufficiente una dichiarazione di inizio lavori, asseverata dal progettista, da presentare al comune.
Per accedere alla semplificazione, gli impianti dovranno essere realizzati al di fuori dei centri storici e ubicati in aree non soggette a tutela, secondo il codice dei beni culturali.
Nel caso in cui l'installazione avvenga in centri storici o in aree a tutela paesaggistica, gli impianti non dovranno essere visibili dagli spazi esterni e “i manti delle coperture non siano realizzati con prodotti che hanno l'aspetto dei materiali della tradizione locale”.
Nel DMZ Aggiorna di domani verranno illustrate le altre misure in materia di energia rinnovabile
Lo Studio resta a completa disposizione
