DMZ AGGIORNA N. 220 DELL’11 DICEMBRE 2023
Come già anticipato in più DMZ Aggiorna pubblicati negli ultimi mesi, anche per i contribuenti in regime forfettario di minori dimensioni diventa obbligatoria la fatturazione elettronica.
A partire dal 1° gennaio 2024, infatti, verranno meno gli ultimi esoneri dagli obblighi di e-fattura e, più in generale, di gestione del “fisco elettronico”.
L’attrazione negli obblighi di fatturazione elettronica implica una serie di passaggi preliminari, primo su tutti la possibilità materiale di emettere e ricevere fatture in formato elettronico.
Quanto sopra, come noto, può essere gestito tramite software commerciali, oppure ricorrendo ai servizi offerti gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate, e disponendo - per quanto riguarda l’aspetto della ricezione delle fatture passive - di una PEC o di un codice destinatario.
Vi sono poi ulteriori aspetti da non trascurare, quali la possibilità di memorizzare nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate il proprio recapito “elettronico” per la ricezione delle fatture passive, in modo tale da far sì che i documenti elettronici pervengano correttamente anche in caso di errata o mancata indicazione del codice destinatario da parte del fornitore, l’aspetto della “consultazione” e l’aspetto della “conservazione”.
Per “consultazione” si intende la possibilità di visionare (o scaricare) il file XML relativo alle fatture emesse e, soprattutto quelle ricevute, integralmente, potendo così visionare tutto il contenuto della fattura. A tal fine è necessario avvalersi di un software commerciale per il tramite del quale emettere e ricevere, nonché consultare le fatture, oppure (o, in abbinamento) sottoscrivere il servizio gratuito “Consultazione” messo a disposizione in piattaforma Fatture e Corrispettivi. Tale servizio si attiva a partire dal momento in cui viene sottoscritto il relativo accordo.
Ancora più importante è l’aspetto della “conservazione”, ovvero gli obblighi di conservazione a norma. Anche in questo caso è possibile avvalersi di servizi a pagamento e/o ricorrere ai servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate, sottoscrivendo anche in questo caso un’apposita convenzione (aderendo alla quale è anche possibile dare effetto retroattivo, fino alla data documento per la quale non sono scaduti i termini di conservazione, potendo così rimediare ad eventuali dimenticanze).
Soprattutto per quanto riguarda gli obblighi di conservazione, è consigliabile avvalersi in ogni caso anche dei servizi Ade, in modo tale da avere un archivio di backup dei documenti da conservare a norma, oltre tutto con una copertura temporale di ben 15 anni, mentre normalmente i contratti sottoscritti con fornitori privati coprono un arco temporale di 10 anni.
Indipendentemente dalle scelte effettuate in merito all’utilizzo di un software commerciale, valutazione che è rimessa esclusivamente al contribuente e che tiene in considerazione aspetti che vanno oltre gli obblighi fiscali, prima su tutti la semplicità di utilizzo, è comunque più che opportuno, quanto meno disporre della “chiave” di accesso a tali servizi. Ciò si traduce nella disponibilità delle credenziali di autenticazione all’area riservata di Fatture e Corrispettivi, ovvero carta CNS, CIE, SPID di secondo livello, codici Entratel/Fisconline.
L’accesso può essere effettuato, per conto dal contribuente, anche dai soggetti da questi delegati (tipicamente, il commercialista). Alla luce di quanto disposto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, del 17 ottobre 2023, il conferimento di delega per l’accesso ai servizi di fatturazione elettronica da parte dei contribuenti in regime forfettario risulta essere semplificato rispetto al passato.
Lo Studio resta a completa disposizione
