DMZ RICORDA N. 230 DEL 16 DICEMBRE 2025

Uno dei passaggi decisivi nella redazione dei bilanci è certamente la quantificazione e la valorizzazione dei beni in giacenza. In molte aziende le rimanenze costituiscono una voce alquanto significativa nell’Attivo e la correttezza dell’imputazione condiziona, anche pesantemente il risultato di esercizio.

Nel seguito indicheremo Tutti i passaggi da seguire per non sbagliare, con esempi pratici

Primo passaggio: quantificazione dei beni in rimanenza

Il primo passaggio è costituito dalla quantificazione dei beni in rimanenza.

Nelle aziende più piccole la fase di quantificazione è spesso trascurata, con il rischio sia civilistico, di non corretta individuazione del risultato di esercizio e rischio di sopravvalutazione o sottovalutazione del risultato di esercizio.

Le procedure di conta sono quindi imprescindibili per giungere alla determinazione del valore di magazzino. Nelle grandi aziende le procedure di conta sono sovente formalizzate e quindi gli inventari vengono svolti seguendo specifiche istruzioni di dettaglio. 

Ad esempio, in un magazzino di un’azienda di grande distribuzione organizzata potrebbe essere prevista la partecipazione di due squadre di conta che agiscono separatamente, procedendo poi ad una terza conta solo nel caso in cui i risultati delle due squadre non concilino. A questo punto, si procede ad una terza conta svolta dalle due squadre unitariamente. Viene poi eseguito il confronto tra il dato fisico e il dato contabile ed in caso di discrepanza col dato contabile, quest’ultimo viene riportato al fisico.


Le operazioni di conta vanno ordinariamente eseguite a produzione ferma o a magazzini o punti vendita chiusi. La sistemazione dei beni in maniera organizzata e codificata consente una efficace esecuzione delle operazioni.

E’ evidente che è più agevole eseguire operazioni inventariali nelle aziende obbligate alla tenuta della contabilità di magazzino, in quanto, per tali imprese, la presenza della contabilità impone comunque l’individuazione e la codificazione dei beni.

Ricordiamo che la tenuta della contabilità di magazzino è obbligatoria, a decorrere dal secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui, per la seconda volta consecutivamente, sono stati superati entrambi i limiti previsti e cioè Euro 5.164.000,00 di ricavi ed Euro 1.100.000,00 di rimanenze.

Nell’ambito della conta fisica occorre anche verificare le condizioni delle giacenze e individuare le rimanenze obsolete e quelle a lento rigiro, in quanto le successive valutazioni dipendono anche dalla possibilità che le rimanenze possano essere poste sul mercato e a quale prezzo.

 

Nel DMZ Aggiorna di domani si completerà la trattazione del tema oggi iniziato.

 

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