DMZ RICORDA N. 231 DEL 17 DICEMBRE 2025
Nel DMZ Aggiorna di oggi si completerà la trattazione del tema iniziato ieri.
Secondo passaggio: valorizzazione delle rimanenze
Dopo aver eseguito la conta fisica, occorre procedere alla valorizzazione delle rimanenze.
Principio di valutazione: indicare il valore inferiore tra costo e valore di mercato.
Il costo può essere il costo di acquisto o il costo di produzione.
Costo di acquisto: il prezzo effettivo d’acquisto più gli oneri accessori, che comprendono tutti i costi collegati all’acquisto e i costi sostenuti per portare il bene nel luogo e nelle condizioni attuali.
Costo di produzione: comprende tutti i costi direttamente imputabili al bene. Può comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al bene, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato.
Per valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato si intende la stima del prezzo di vendita delle merci e dei prodotti finiti nel corso della normale gestione, avuto riguardo alle informazioni desumibili dal mercato, al netto dei presunti costi di completamento e dei costi diretti di vendita.
I metodi classici di determinazione del costo sono:
- FIFO (first-in, first out): gli acquisti o le produzioni meno recenti sono i primi ad essere venduti. Secondo tale metodo si assume che le quantità acquistate o prodotte in epoca più remota siano le prime ad essere vendute od utilizzate in produzione, per cui restano in magazzino le quantità relative agli acquisti o alle produzioni più recenti.
- LIFO (last-in, first out): gli acquisti o le produzioni più recenti sono i primi venduti). Tale metodo assume che le quantità acquistate o prodotte più recentemente siano le prime ad essere vendute od utilizzate in produzione. Restano in magazzino le quantità relative agli acquisti o alle produzioni più remote. In epoca di elevata inflazione è un metodo prudenziale rispetto al valore di realizzazione del magazzino.
- CMP - Costo medio ponderato. Si assume che il costo di ciascun bene in rimanenza sia pari alla media ponderata del costo degli analoghi beni presenti in magazzino all’inizio dell’esercizio e del costo degli analoghi beni acquistati o prodotti durante l’esercizio: in sostanza per il calcolo della media ponderata rilevano le rimanenze iniziali e i beni acquistati o prodotti nell’esercizio.
Ad esempio: una società compra e vende immobili. Ha quattro immobili identici nella stessa palazzina, acquistati a Euro 100.000 ciascuno. Se due immobili vengono venduti nel mese di dicembre a Euro 85.000, ragionevolmente i due rimasti invenduti non possono essere iscritti tra le rimanenze (immobili-merce) per Euro 100.000, perché il loro valore di mercato è inferiore. Se rimangono invenduti fino alla data di redazione del bilancio, vanno quindi iscritti a Euro 85.000.
A tutti i beni in giacenza della specifica categoria viene quindi assegnato come valore unitario il costo, individuato con uno dei metodi descritti. Il costo va comunque confrontato col valore di mercato del bene, per poter valorizzare il magazzino al valore più basso tra il costo e il valore di Mercato.
Lo Studio resta a completa disposizione.
