DMZ AGGIORNA N. 71 DEL 15 APRILE 2025
Nel DMZ Aggiorna di oggi completeremo la trattazione del tema iniziato ieri
3. Le password NON fanno parte del patrimonio digitale, ma sono importanti
Le password sono importanti chiavi virtuali per accedere a un contenuto digitale ed è importante custodirle e aggiornarle, anche se non rientrano tra gli averi informatici. Spesso, infatti, il problema principale è il loro recupero, quando, per esempio, vengono perse o non sono mai state condivise dal defunto. Questo comporta il mancato accesso ai dati se non a seguito di costose controversie anche internazionali.
4. È utile affidare le password a una persona di fiducia
Username e password possono essere affidate a una persona di fiducia con istruzioni ben chiare su cosa fare in caso di decesso. Questo strumento si chiama mandato post mortem, ed è ammesso dal nostro diritto per dati e risorse digitali con valore affettivo, familiare e morale. In alternativa c’è il testamento che permette, per esempio, di stabilire la possibilità o no di accedere ai pc personali, file, ecc.).
Affidare la password a qualcuno non significa attribuire, in caso di morte, la risorsa cui essa dà accesso. Per questo è importante fornire istruzioni ben chiare per il loro utilizzo. Eventualmente, è possibile ricorrere a un legato di password: il testatore con attribuzione diretta delle credenziali conferisce al legatario i diritti su quello che le credenziali stesse custodiscono.
5. Cosa non rientra nella successione
Sono esclusi dalla successione i beni digitali piratati, i contenuti concessi in licenza (per esempio quelli per cui si paga un canone come Netflix, Spotify o il pacchetto Office365), posta certificata (es: Aruba, Infocert) e quelli di identità digitale (es: SPID). I dati nella disponibilità del defunto ma che appartengono a terzi, come datori di lavoro o clienti, di regola vanno restituiti.
6. Conti correnti, piattaforme online e account commemorativi: cosa c’è da sapere
Un conto online è l’estensione virtuale di un conto reale, quindi, è importante sapere che gli eredi possono reclamare quanto gli spetta attraverso i canali tradizionali.
Spesso, le società che danno accesso a servizi, spazi e piattaforme online hanno la propria sede fuori dal territorio europeo. In assenza di una Legge mirata, l’unico modo per accedere a beni e dati digitali dei propri cari defunti è quello di trovarsi di fronte a costose e imprevedibili controversie, anche internazionali.
Ci sono dei servizi online che permettono di creare degli account commemorativi, di consentire o impedire la divulgazione dei dati, di disattivare o chiudere l’account dopo aver segnalato il decesso dell’utente. Tra quelli più noti c'è la funzione del "contatto erede", che consente all'utente designato di esercitare diritti morali e familiari, ma non sempre soddisfa gli interessi economici del defunto, soprattutto per le risorse digitali di valore. Altri servizi, invece, prevedono la distruzione definitiva dei dati in caso di morte.
Lo Studio resta a completa disposizione
