BBM AGGIORNA N. 42 DEL 4 MARZO 2026
Annullare un documento commerciale errato nel 2026 non è solo un’operazione di cassa: con il collegamento POS–RT diventa anche un presidio di coerenza tra incasso e corrispettivo.
Cosa fare adesso che è in vigore l'obbligo di collegamento POS-RT se per sbaglio si batte uno scontrino errato? Un documento commerciale emesso in modo non corretto si annulla mediante lo stesso registratore telematico che lo ha generato, emettendo un documento commerciale di annullo, cioè uno storno totale, oppure un documento commerciale di reso, cioè uno storno parziale.
Come annullare uno scontrino sbagliato
Purtroppo l’annullamento è un passaggio tecnico obbligato. Dopo l’emissione, non esistono correzioni manuali sostitutive né rettifiche contabili che possano prendere il posto dell’annullo o del reso effettuato dall’RT. L’Agenzia delle entrate, nei chiarimenti dedicati ai registratori telematici, descrive infatti l’emissione di documenti commerciali “di vendita, di reso o di annullo” come funzioni proprie del sistema RT, finalizzate a garantire tracciabilità e integrità dei dati memorizzati e trasmessi. Operativamente, l’annullo o il reso non sono un semplice comando di sottrazione. L’RT deve poter collegare la rettifica al documento originario. Per questo, la procedura passa normalmente dal richiamo del documento da stornare tramite gli estremi che il registratore consente di ricercare nella memoria, e cioè data e ora, progressivo, importo, ecc..
Una volta individuato il documento, si emette l’annullo totale se l’errore riguarda l’intero scontrino, ad esempio importo complessivo sbagliato, intestazione errata, operazione duplicata, oppure un reso parziale se bisogna stornare solo una parte, con tanto di riga articolo, quantità, porzione di importo.
Il risultato è un nuovo documento commerciale negativo che riduce i corrispettivi in modo tracciato, mantenendo la relazione con l’operazione originaria.
Un aspetto che da quest'anno merita attenzione è la distinzione tra annullo fiscale e rimborso finanziario. Il rimborso su POS segue le regole dell’acquirente dei circuiti, ma non sostituisce l’annullo o reso del documento commerciale. Se lo scontrino è errato, la correzione fiscalmente corretta resta quella sul registratore. Poi, se serve, si gestisce anche lo storno o rimborso sul canale di pagamento.
Qui entra in gioco il collegamento POS-RT.
Perché il collegamento POS–RT cambia la gestione degli errori
Dal 1° gennaio 2026 è in vigore l’obbligo di collegamento tra strumenti di pagamento elettronico (POS fisici e altre soluzioni di incasso elettronico) e strumenti di memorizzazione/trasmissione dei corrispettivi (RT o server RT, oltre alla procedura “Documento commerciale online” per chi la utilizza). L’Agenzia ha chiarito che non si tratta di un collegamento fisico con cavi o integrazioni hardware obbligatorie, bensì di un abbinamento gestito tramite un servizio online nell’area riservata. La ragione pratica è evidente: quando un documento commerciale è errato, spesso l’errore non riguarda solo imponibile e IVA, ma anche la modalità di pagamento indicata in chiusura (contanti/elettronico) o la coerenza tra quanto risulta incassato e quanto è stato effettivamente autorizzato dal POS.
Oggi dunque l’annullo o reso sullo stesso RT è il passaggio fiscale indispensabile per rimettere in ordine l’operazione. Il collegamento POS-RT rende più lineare, anche in prospettiva di controlli, l’associazione tra strumenti utilizzati nel punto vendita e corrispettivi certificati.
Le finestre temporali
Sul piano delle scadenze, l’obbligo decorre dal 1° gennaio 2026, ma la gestione pratica ruota attorno alla disponibilità della funzionalità web. La procedura sarà resa disponibile dal 5 marzo 2026. Da quel momento operano due finestre. Per i POS già in uso nella fase di avvio, in particolare quelli operativi già al 1° gennaio o comunque utilizzati nel mese di gennaio 2026, la registrazione del collegamento è considerata tempestiva se effettuata entro 45 giorni dalla messa a disposizione del servizio online.
Per i POS attivati dopo gennaio, oppure in caso di variazioni dei collegamenti, si applica invece la finestra a regime: la registrazione va effettuata dal 6° giorno fino all’ultimo giorno del secondo mese successivo a quello di attivazione/variazione.
Lo Studio resta a completa disposizione.
