DMZ AGGIORNA N. 136 DEL 15 LUGLIO 2024
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso nota la proroga al 20 settembre 2024 del termine per la trasmissione telematica del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile. Il nuovo modello per il biennio 2022-2023, con cui sono state recepite le modifiche introdotte dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 3 giugno 2024, avrebbe dovuto essere inviato entro il 15 luglio 2024.
La procedura presente sul portale Servizi Lavoro è stata semplificata attraverso l’accorpamento e la precompilazione di alcuni dati oltre alla disponibilità di un help interattivo.
Rapporto pari opportunità - Il rapporto deve esporre la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici che, distinto per genere, categoria professionale, livello di inquadramento e tipologia contrattuale, evidenzi il numero di lavoratori:
- assunti nel corso dell'anno di riferimento;
- coinvolti in attività di formazione professionale e le ore complessive dedicate a tale attività;
- interessati da un passaggio di categoria, qualifica o livello o da altri fenomeni di mobilità;
- il cui contratto individuale di lavoro sia stato trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato ovvero da tempo parziale a tempo pieno (e viceversa);
- interessati dall'intervento di ammortizzatori sociali;
- sottoposti a procedure di licenziamento collettivo o individuale;
- coinvolti in procedure di prepensionamento e pensionamento.
Il datore di lavoro è tenuto, inoltre, ad indicare ulteriori informazioni quali l'importo della retribuzione complessiva corrisposta al lavoratore o alla lavoratrice (con l'indicazione degli elementi accessori, delle indennità, degli elementi premiali della retribuzione, dei bonus e di ogni altro elemento retributivo) ed il numero delle lavoratrici in stato di gravidanza.
Sanzioni per il datore di lavoro - In caso di mancata trasmissione del rapporto entro il prossimo 15 luglio, le aziende obbligate saranno invitate dalla Direzione Regionale del Lavoro a provvedere all’adempimento entro i successivi 60 giorni. Laddove tale termine non sia ulteriormente rispettato, è applicata la sanzione amministrativa da 103 a euro 516 euro. Inoltre, se l’inottemperanza si protrae per oltre 12 mesi, è prevista la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda.
Nel caso in cui vengano trasmessi rapporti non veritieri, mendaci o incompleti, L’INL potrà applicare sanzioni per un importo che va da 1000 a 5.000 euro.
L’adempimento in esame si pone oltretutto come elemento indispensabile al fine del conseguimento della certificazione della parità di genere.
La certificazione è accessibile a qualsiasi datore di lavoro, indipendentemente dalle dimensioni e dalle soglie di organico e in effetti anche il rapporto sulla situazione del personale può essere inviato su base volontaria dalle aziende più piccole che non sono obbligate a tale adempimento.
Inoltre la certificazione dà accesso ad alcune specifiche agevolazioni:
- un punteggio aggiuntivo per l’aggiudicazione di un bando di gara rientrante nell’ambito del Pnrr;
- meccanismi e strumenti di premialità in tutti gli appalti pubblici;
- una agevolazione contributiva nella misura dell’1% della retribuzione imponibile fino ad un massimo di 50.000 euro.
