BBM AGGIORNA N. 78 DEL 24 APRILE 2026

Nel BBM Aggiorna di oggi si conclude la trattazione del tema iniziato nei giorni scorsi.

Rinuncia del TFM del socio amministratore

La rinuncia al TFM è una remissione del debito e deve essere formalizzata in modo adeguato, ma i suoi effetti cambiano radicalmente a seconda che l’amministratore sia o meno socio.

Nei casi di socio-amministratore, la Cassazione ha superato la teoria dell’incasso giuridico sostenuta dall’Agenzia delle Entrate: la rinuncia non genera reddito imponibile in capo al socio che non ha incassato il credito. Sul piano contabile, se l’operazione ha natura di rafforzamento patrimoniale, la rinuncia può tradursi in una posta di patrimonio netto. 

Questo non significa, però, neutralità assoluta. Se la società aveva già dedotto negli esercizi precedenti gli accantonamenti TFM, la rinuncia impone una variazione in aumento nel modello Redditi. Per esempio, a fronte di un TFM di 80.000 euro regolarmente dedotto per competenza, la rinuncia del socio-amministratore comporta proprio questo recupero fiscale in capo alla società, pur senza tassazione sul socio rinunciante. 

Diversa è l’ipotesi dell’amministratore non socio. Qui la rinuncia determina, in linea generale, una sopravvenienza attiva in capo alla società, fiscalmente rilevante se gli accantonamenti erano stati dedotti in passato. Se invece il TFM non era mai stato dedotto, perché privo della data certa e quindi deducibile solo per cassa, la sopravvenienza non diventa imponibile. È questo il punto che rende la rinuncia un caso ad alto rischio: per trattarla correttamente non basta guardare all’atto finale, ma occorre ricostruire tutto il percorso precedente del TFM, dalla sua istituzione alla sua deduzione fiscale.

In definitiva, il TFM non è un istituto liberamente modellabile senza vincoli formali: la disciplina fiscale richiede un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto, pena la perdita dei vantaggi connessi alla deduzione per competenza e alla tassazione separata e, quando interviene la rinuncia del socio-amministratore, entra in gioco anche il profilo delle sopravvenienze attive tassate, con riflessi che impongono una ricostruzione attenta sia del trattamento in capo alla società sia di quello del socio.

Lo Studio resta a completa disposizione.

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