BBM AGGIORNA N. 89 DEL 12 MAGGIO 2026

Possibile proroga al 31 ottobre per l’adesione al CPB 2026-2027 e nuovi benefici per le partite Iva che rinnovano l’accordo con il Fisco dopo il biennio 2024-2025

Il calendario del concordato preventivo biennale 2026-2027 potrebbe infatti essere oggetto di un restyling, con effetti favorevoli soprattutto per i contribuenti chiamati a rinnovare l’accordo con il Fisco dopo l’adesione al biennio 2024-2025.

L’obiettivo della revisione è rendere il patto con l’Amministrazione Finanziaria più conveniente e attrattivo.

Adesione al CPB 2026-2027: termine verso la proroga al 31 ottobre

La principale novità annunciata riguarda la proroga del termine per aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027.

La scadenza, attualmente fissata al 30 settembre, dovrebbe slittare al 31 ottobre.

Il rinvio avrebbe lo scopo di allineare il termine di adesione con quello previsto per la trasmissione telematica delle dichiarazioni. Di conseguenza, anche il rilascio del software dedicato alla formulazione della proposta di accordo verrebbe posticipato: non più il 15 aprile, ma il 15 maggio.

Le modifiche nel decreto fiscale

L’intervento correttivo dovrebbe introdurre anche specifici “premi fedeltà” per le partite Iva che hanno aderito al concordato nel biennio 2024-2025 e che ora potrebbero scegliere di rinnovare l’accordo.

Tra le misure allo studio vi è l’aumento delle soglie di esonero dall’obbligo del visto di conformità per la compensazione dei crediti. In particolare, le soglie potrebbero salire fino a 100 mila euro per l’Iva e fino a 70 mila euro per imposte dirette e Irap.

Potrebbe inoltre essere innalzato fino a 100 mila euro anche il limite entro il quale non sarebbe necessario apporre il visto di conformità o presentare la garanzia per ottenere i rimborsi Iva.

A questi benefici si aggiungerebbero altre due agevolazioni: la riduzione di due anni dei termini a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per effettuare gli accertamenti e l’eliminazione degli interessi sui versamenti rateali risultanti dalle dichiarazioni dei redditi.

 

Possibile uscita “leggera” dal concordato nel 2027

Tra le variazioni rientrerebbe anche l’ipotesi di una possibile uscita “leggera” dal concordato per il 2027.

 Lo Studio resta a completa disposizione.

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