BBM AGGIORNA N. 81 DEL 29 APRILE 2026
Con la scadenza del 31 marzo si è chiusa l'ultima proroga prevista dal decreto Milleproroghe.
Cosa copre la polizza Cat-Nat
La polizza Cat-Nat copre i danni direttamente causati da terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Il perimetro non coincide dunque con una generica polizza "multirischio atmosferico", motivo per cui chi necessita di coperture per eventi ulteriori dovrà valutare garanzie autonome e complementari.
L'obbligo non si costruisce attorno al soggetto giuridico, ma attorno ai beni impiegati nell'esercizio dell'attività. Rientrano nello scudo assicurativo terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali.
Secondo le indicazioni del MIMIT, inoltre, rilevano non soltanto i beni di proprietà, ma anche quelli detenuti a titolo diverso, tipo leasing, locazione e comodato, purché effettivamente impiegati nell'attività e non già coperti da analoga polizza.
Chi non è obbligato
Restano invece espressamente esclusi dall'obbligo le imprese agricole, gli immobili abusivi, gli immobili in costruzione e i veicoli iscritti al PRA. Per il settore ittico, le FAQ ministeriali precisano che anche le navi destinate alla pesca professionale non rientrano fra i beni assoggettati all'obbligo.
Quanto costano le polizze catastrofali
Il costo è il tema che più ha accompagnato il dibattito delle ultime settimane.
I dati evidenziano in particolare due elementi di rilievo. Il primo è la forte variabilità geografica del premio, direttamente correlata alla rischiosità del territorio e alla vulnerabilità sismica e idrogeologica dell'area. Il secondo è che, per la generalità delle micro e piccole imprese, il costo della copertura appare proporzionato al valore dei cespiti da proteggere, a condizione che l'analisi patrimoniale sia condotta con rigore.
Cosa succede se non si rispetta l'obbligo
In caso di mancato adempimento all'obbligo, l'ordinamento non prevede una sanzione pecuniaria per le imprese inadempienti. Questo dato, però, non deve indurre a sottovalutare le conseguenze. Il MIMIT è esplicito nel ricordare che l'inadempimento preclude l'assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie a valere su risorse pubbliche, compresi i ristori erogati in occasione di eventi calamitosi.
Per le imprese dei comparti più esposti, e cioè turismo costiero, ristorazione in aree a rischio idrogeologico, pesca e acquacoltura, lo stop all'accesso alla finanza agevolata pubblica è a tutti gli effetti un rischio concreto, che si materializza esattamente nel momento di maggiore vulnerabilità.
A questo si affianca il profilo strettamente patrimoniale. L'assenza di copertura espone l'impresa all'integrale costo di ripristino dei beni danneggiati, con riflessi sulla liquidità, sulla continuità operativa e, in ultima analisi, sul merito creditizio.
Lo Studio resta a completa disposizione.
