BBM AGGIORNA N. 164 DEL 10 SETTEMBRE 2026
L’accesso alla possibilità di rateizzare il pagamento delle somme iscritte a ruolo rappresenta, spesso, un’ancora di salvezza per tutti coloro che, affrontando tempi avversi, hanno, comunque sia, la volontà di regolarizzare la propria posizione nei confronti dei diversi Enti impositori.
Il quadro normativo di riferimento
A testimoniare l’immutata attualità del tema, basterebbe ripercorrere l’evoluzione storico-normativa che l’istituto della rateazione ha vissuto nel tempo, un percorso che, specie negli ultimi anni, è stato caratterizzato da una progressiva apertura verso la valorizzazione sempre più ampia della concreta volontà del Contribuente di assolvere alle proprie pendenze tributarie, contributive o di altra natura, rendendo sempre più agevole l’accesso alla rateazione: un intervento significativo in tal senso è stato introdotto a maggio 2022 con l’innalzamento della soglia dell’istanza di rateazione “a semplice richiesta”: l’importo è stato innalzato da euro 60.000,00 (riferito all’intera situazione debitoria del richiedente) ad euro 120.000,00 (riferito invece all’importo della singola richiesta di rateazione).
Il percorso non si è fermato lì: a decorrere dal 1° gennaio 2025 è stata ulteriormente ampliata la platea dei beneficiari, elevando in modo progressivo il numero massimo di rate concedibili su semplice richiesta dalle precedenti 72 a 84 rate per le istanze presentate nel 2025 e nel 2026, a 96 per quelle del 2027-2028 e a 108 dal 2029.
Fatta l’opportuna premessa che precede, il BBM Aggiorna di oggi e di quelli a seguire, si occupa delle conseguenze scaturenti dal tardivo pagamento (quindi non omissione) di una o più rate di un piano di rateazione regolarmente concesso.
Le conseguenze (nascoste) del pagamento tardivo
Come noto, attualmente la decadenza da un piano di rateazione si verifica nel momento in cui il Contribuente omette il pagamento di 8 rate, anche non consecutive, del piano concesso: soglia, questa, valevole per le rateizzazioni presentate dal 16 luglio 2022 in poi, mentre per i piani concessi in base alla disciplina pro tempore vigente in precedenza, la soglia di decadenza può essere diversa (5, 10 o 18 rate, a seconda della data di presentazione dell’istanza).
Un aspetto che spesso viene sottovalutato sono le conseguenze che derivano dal tardivo pagamento di una o più rate fra quelle concesse a fronte dell’istanza presentata. In primo luogo, anche se il Contribuente per effettuare il pagamento tardivo, utilizza i modelli RAV ricevuti da ADER, non significa che il sistema attribuisca l’ammontare delle somme versate alla rata che il Contribuente pensa di onorare.
Nei BBM Aggiorna dei prossimi giorni proseguirà la trattazione del tema iniziato oggi.
Lo Studio resta a completa disposizione.
