BBM AGGIORNA N. 25 DEL 09 FEBBRAIO 2026
A partire dal 1° gennaio 2026 è cambiata la misura degli interessi legali applicabili alle obbligazioni pecuniarie. il tasso annuo viene fissato all’1,60%, segnando un ribasso rispetto al 2% in vigore nel 2025. La riduzione del tasso avrà effetti trasversali su numerosi ambiti fiscali e civilistici.
La disciplina prevista dall’articolo 1284 del codice civile
La possibilità di aggiornare il tasso di interesse legale trova fondamento nel codice civile. La norma stabilisce un valore di riferimento pari al 5%, ma consente al Ministro dell’Economia di modificarlo entro il 15 dicembre dell’anno precedente, sulla base del rendimento medio dei titoli di Stato a breve termine e del livello dell’inflazione. In assenza di un decreto, il tasso rimane invariato anche per l’anno successivo. Per il 2026, l’analisi dei dati economici ha portato a un adeguamento verso il basso.
Ravvedimento operoso: interessi più leggeri sulle regolarizzazioni
Uno degli effetti più rilevanti della diminuzione del tasso legale riguarda il ravvedimento operoso, ossia la possibilità per il contribuente di sanare spontaneamente violazioni fiscali prima di un intervento dell’Amministrazione Finanziaria.
Quando un contribuente regolarizza spontaneamente un’imposta non versata o versata in misura insufficiente, deve corrispondere l’imposta dovuta, una sanzione ridotta e gli interessi calcolati giorno per giorno dalla scadenza originaria fino al pagamento.
Con il nuovo tasso all’1,6%, il costo degli interessi risulta inferiore rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, per le regolarizzazioni effettuate nel 2026 relative a scadenze del 2025, è necessario applicare due tassi differenti:
- il 2% fino al 31 dicembre 2025;
- l’1,6% per il periodo successivo, dal 1° gennaio 2026 in poi.
Successioni, usufrutto e rendite: cambiano i coefficienti di calcolo
La variazione del tasso di interesse legale non incide soltanto sui rapporti fiscali. Essa influenza anche il calcolo del valore dell’usufrutto vitalizio, delle rendite e delle pensioni vitalizie rilevanti ai fini dell’imposta di registro e delle imposte sulle successioni e donazioni. I coefficienti utilizzati per determinare tali valori vengono aggiornati annualmente proprio in funzione del tasso legale vigente e, di conseguenza, la riduzione prevista per il 2026 comporterà un adeguamento dei parametri di calcolo.
Le conseguenze sui rapporti contrattuali e bancari
Il nuovo saggio di interesse legale trova applicazione anche in numerosi rapporti di natura civilistica. Ne sono un esempio gli interessi maturati sui depositi cauzionali nelle locazioni immobiliari, quelli riconosciuti sui conti correnti bancari e postali e, più in generale, tutte le obbligazioni per le quali la legge o il contratto rinviano espressamente al tasso legale.
Per chi stipula o gestisce contratti con obbligazioni pecuniarie, la riduzione del tasso rappresenta quindi un elemento da considerare con attenzione.
Per comprendere meglio l’impatto concreto della riduzione del tasso, si può considerare il caso di un contribuente che deve versare 10.000 euro di Irpef con scadenza al 30 giugno 2025 e che regolarizza la propria posizione il 31 marzo 2026. Il ritardo complessivo è di 274 giorni, rientrando nel ravvedimento lungo. La sanzione base del 25% viene ridotta a un ottavo, pari al 3,13%, per un importo di 313 euro. Gli interessi vengono calcolati applicando il tasso del 2% per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2025 e l’1,6% per il periodo dal 1° gennaio al 31 marzo 2026.
- Dal 1° luglio al 31 dicembre 2025 (184 giorni al 2%): 10.000 × 0,02 × (184/365) = 100,82 euro
- Dal 1° gennaio al 31 marzo 2026 (90 giorni all’1,6%): 10.000 × 0,016 × (90/365) = 39,56 euro
Il totale degli interessi ammonta a 140,38 euro e l’importo complessivo da versare è pari a 10.453,38 euro.
Lo Studio resta a completa disposizione.
